• Stabile, nel tempo e nello spazio

    Stabile, nel tempo e nello spazio

    Nella maggior parte dei casi dura poco. Il lavoro di mesi, a volte di anni, resta esposto qualche ora, o al massimo qualche giorno. Poi, si smantella tutto e si riporta tutto a casa, in attesa della prossima volta. Opere e produzioni ritornano nella condizione precedente, in (perpetua) attesa di un'occasione per essere valorizzate e apprezzate (o meno). Però, per aumentare la visibilità e la fruibilità del complesso mondo dell'arte contemporanea non è sufficiente una singola esposizione temporanea.

    Serve tempo, serve spazio. C'è bisogno, di sicuro, di un lavoro capace di durare: la principale necessità, per la maggior parte degli artisti, è proprio quella di trovare uno spazio espositivo permanente. Non possiamo in alcun modo fargliene una colpa; di kermesse a tempo determinato, infatti, è piena l'Italia. Tutte iniziative assolutamente utili per diffondere la cultura e il gusto artistico, ci manca solo, ma che da sole non bastano. 


    Occorre integrarle con qualcosa di più stabile, con un luogo fisico stabile nel tempo e nello spazio. Sono queste le ragioni che hanno portato alla realizzazione di una galleria d’arte a Pescara , dedicata agli artisti che partecipano alla manifestazione Fuori Uso. Il senso è quello di valorizzare le produzioni e le installazioni realizzate dagli artisti che scelgono di partecipare alla rassegna. L'obiettivo è quello di favorire la loro visibilità, facendo incontrare la loro produzione con i gusti e l'attenzione del pubblico. In questo modo garantiamo agli artisti lo spazio che meritano, tutelando in primis l'interesse dei non addetti ai lavori.

  • Una vetrina preziosa

    Una vetrina preziosa

    Anche prima che nascesse la galleria d’arte di Pescara, Fuori Uso aveva già quest'anima. È sempre stata una vetrina, fin dall'inizio. Era scritto, per una manifestazione che si proponeva in modo così marcato: anti-autoritaria, democratica, ostile a ogni dogma e ogni preclusione concettuale. Uno spazio libero e aperto, a disposizione per chiunque avesse qualcosa da dire. Non poteva andare diversamente: la critica di qualsiasi gerarchia non poteva che portare a proposte del tutto nuove, anche in antitesi violenta con la tradizione precedente. Una kermesse del genere non poteva che incoraggiare in tutti i modi il lavoro dei giovani artisti, e non poteva che accompagnarne qualcuno al successo. 

    Basti pensare a Vanessa Beecroft: una delle sue prime performances risale all’edizione del 1995. O a Paola Pivi, che con il supporto di Arte Nova - Fuoriuso fece scalpore ribaltando un camion sul fianco: una provocazione di portata nazionale, permessa proprio dal principio di assolta libertà che caratterizza il lavoro degli artisti che scelgono di partecipare alla manifestazione. Proprio per questo, la decisione di strutturare – in una location fissa – un'esposizione permanente delle opere prodotte dagli artisti coinvolti è venuta da sé., come fosse nell'aria. 


    Ecco, noi non abbiamo fatto che coglierla, restituendo una casa ai tanti giovani creativi che nel corso del tempo hanno voluto omaggiare il pubblico con le loro creazioni. Ai tanti che hanno scelto di condividere questo percorso, di arredare con le loro opere distretti abbandonati, ammuffiti, dimenticati dagli uomini, di partecipare a questo straordinario progetto di vita che portiamo avanti da tanti anni.


    È per loro, e per il piacere e la crescita del pubblico, che la galleria è aperta a tutti: è il nostro modo di sostenere il percorso dell'arte contemporanea, e di metterlo a disposizione di tutti.